Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Falso online e i naufragi del giornalismo

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Maria Cristina Nanni

Era il 1993 quando il New Yorker pubblicava la famosa vignetta di Peter Steiner che ritrae un cane davanti al computer, in fondo la didascalia: "Su internet, nessuno sa che sei un cane". Una realtà a cui ci hanno abituato le cronache di relazioni e matrimoni falliti e che il caso della falsa blogger siriana Amina riporta al centro dell'attenzione. La lettera in cui il 40enne Tom MacMaster confessa che l'eroina siro-america non esiste ha gettato nello sconforto i giornalisti di autorevoli testate come il Guardian che avevano puntato molto sulla storia della "gay girl" perseguitata a Damasco.

Falsi profili:  Fino ad oggi i falsi sui blog e i social network sono stati episodi che si sono consumati tra le mura domestiche. Celebre la disavventura di un 39enne sposato di Liverpool che ha intrecciato una relazione virtuale con una ragazza, Emma, conosciuta su Facebook. L'uomo, deciso ad incontrarla, ha chiesto un appuntamento e dopo 700 chilometri di viaggio ha scoperto la verità: la sua Emma non esisteva e a chattare con lui erano due ragazzi che avevano creato un falso profilo. La moglie, venuta a conoscenza della vicenda, ha chiesto il divorzio. Tradimenti, ma anche cyber bullismo. Negli States due adolescenti sono state arrestate per aver creato una pagina web dedicata ad una coetanea su cui pubblicavano foto di nudo e inviti a sfondo sessuale scrivendo in prima persona. Tanti anche i falsi profili Facebook di cantanti e personaggi dello spettacolo: Samuele Bersani, Monica Bellucci, Michelle Hunziker, Fiorello, Pippo Baudo e Carlo Verdone, ne sono solo alcuni esempi.

Il genio della truffa online: C'è anche chi sul fake ha costruito una carriera come il giornalista freelance Tommaso Debenedetti. Dopo un'esperienza decennale di fanta-interviste a personaggi celebri pubblicate sui quotidiani locali Debenedetti ha ammesso di avere creato su Facebook pagine false di scrittori, tra cui il Premio Nobel Mario Vargas Llosa. Una confessione che arriva dopo le polemiche sollevate da alcuni intellettuali argentini filogovernativi che hanno protestato contro la presenza prevista di Vargas Llosa all'inaugurazione della Fiera del Libro (20 aprile) dopo aver letto su una pagina Facebook a suo nome dichiarazioni contrarie alla presidenza Kirchner e al populismo peronista. Un malinteso sciolto dallo stesso Vargas: "Non conosco Facebook, né lo pratico, non ho contestato nessuno attraverso Facebook. Tutto quello che mi viene attribuito da questo mezzo è opera di impostori ed è falso". Dichiarazioni che hanno spinto Debenedetti a uscire allo scoperto dichiarando in un'intervista a El Pais: "Andrò avanti con questo esperimento anche per altri profili".

Fake e informazione: La questione si complica quando il falso si scontra con il mondo dell'informazione. Nella maggior parte dei casi il fake riguarda personaggi dello spettacolo. Si va dal nudo integrale di Liz Taylor, ai dubbi sulla sessualità di Lady Gaga fino al topless di Emma Watson. Molte volte si tratta di burle, come quella di dubbio gusto architettata da alcuni studenti del Mit che hanno creato un sito web dove potevano essere comprati gatti vivi conservati in bottiglie di vetro. Un fake che ha ingannato il Messaggero, Repubblica e il popolo del web tanto che una Procura italiana si è vista recapitare un esposto. Tante anche le teorie complottiste o che profetizzano la fine del mondo. L'ultima quella sull'avvento di un terremoto a Roma lo scorso 11 maggio che avrebbe dovuto distruggere la capitale. Alcune volte però il falso online assume contorni drammatici. Entrerà negli annali del giornalismo la falsa foto del cadavere di Osama Bin Laden tra le braccia di un soldato Usa. Mentre milioni di persone erano incollate al web e agli schermi televisivi per guardare il volto sfigurato del numero uno di Al Quaeda a Washington si discuteva dell'opportunità di diffondere le immagini che ne dimostravano la morte, poi mai rese pubbliche. Il fake era stato creato a partire da un fotogramma del film di Ridley Scott "Black hawk down". Ma anche in Occidente le cose non vanno diversamente. Il Disinformatico, il blog a firma di Paolo Attivissimo che fa lo screening a notizie e foto che circolano nella rete, in 10 anni di attività ha contato più di 300 bufale di cui almeno 110 nate sulle ceneri della tragedia dell'11 settembre. Nel mare magnum dell'informazione online anche i giornalisti navigano a vista.