Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Intervista a Guido Scorza

Tiziana Tarquini

Guido Scorza, avvocato, ricercatore e giornalista, ha già evidenziato l'illeggittimità della delibera dell'Agcom sulla tutela del copyright on line. A pochi giorni dalla sua approvazione ci spiega la minaccia che sta per abbattersi sul web in Italia.

Quale sarà il futuro della Rete  dopo l'applicazione della delibera dell'Agcom?

E' facile ipotizzare, in una prima fase, una progressiva diminuzione dei contenuti audiovisivi prodotti "dal basso" disponibili in Rete ed in una seconda fase un crescente diffondersi di piattaforme che consentiranno la pubblicazione di ogni genere di contenuti all'estero e, quindi, di strumenti che permetteranno, in pochi click, di raggiungere anche dall'italia i siti dei quali l'Agcom dovesse ordinare ai providers il c.d. 'blocco dns' ovvero di renderli inaccessibili. Nel medio-lungo periodo la nuova disciplina è destinata ad un sicuro fallimento, ma il punto è rappresentato dai danni che farà da qui ad allora in termini, soprattutto di libertà di manifestazione del pensiero.

A chi gioverà?

All'inizio alle major dell'audiovisive, poi a nessuno.

Chi sarà la parte lesa?

Gli utenti che si vedranno privati, senza neppure la possibilità di difendersi, della possibilità di pubblicare contenuti online per esprimere la propria creatività e/o per manifestare il proprio penseiro.

Come condizionerà la libertà di accesso alle informazioni per gli utenti?

L'utente si ritroverà ad assistere da spettatore alla soppressione del proprio video all'esito di un procedimento tra Agcom e provider, che ospita il contenuto dell'utente.

Si rischia veramente il bavaglio?

Nel breve periodo c'è un rischio concreto di censura. Nel medio, ovviamente, se anche tutti gli strumenti giudiziari disposnibili non producessero risultati, la Rete elaborerebbe automaticamente ed in modo spontaneo dei vaccini e reagirebbe.

Quali risvolti avrà a livello mondiale il provvedimento dell'Agcom?

A far ridere il mondo di questo strano Paese che si ostina a voler svuotare il mare con un secchiello.