Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Foibe, una tragedia dimenticata per troppo tempo

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"Nei libri di storia non si trovano queste tragedie come le foibe, tragedie che hanno segnato la storia del popolo italiano e slavo". Claudio Ruffini, sindaco di Giulianova, è molto chiaro: questo sterminio di massa non può essere dimenticato.

Perché solo nel 2004 lo stato italiano ha riconosciuto il 10 febbraio come Giorno del Ricordo?

La risposta più autorevole l’hanno data il presidente Ciampi prima e Napolitano poi, quando hanno detto che ci sono state ragioni legate alla diplomazia: eravamo appena usciti dalla seconda guerra mondiale. Le ragioni di stato - prosegue Ruffini – imponevano di non andare a compromettere i rapporti con la Jugoslavia, uno stato confinante.

Il sindaco di Giulianova, insieme a tutta la giunta, ha convocato un consiglio comunale straordinario per parlare delle foibe. Ma cosa sono queste foibe?

Sono delle cavità carsiche, di origine naturale, con ingresso a strapiombo. Si trovano per lo più in Istria, Dalmazia e Friuli Venezia Giulia; vennero usate per occultare cadaveri in diversi periodi storici, nell’autunno del 1943 e nella primavera del 1945, subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Questi baratri venivano usati per l’occultamento di cadaveri con tre scopi: vendicarsi di nemici personali, magari per ottenere un immediato beneficio patrimoniale; dominare e terrorizzare la popolazione italiana delle zone contese; eliminare gli oppositori politici e i cittadini italiani che si opponevano (o avrebbero potuto opporsi) alle politiche del Partito Comunista Jugoslavo di Tito.

In Italia, solo nel 2004, il 30 marzo, con la Legge numero 92, si è istituito il “Giorno del Ricordo” per le vittime delle foibe, per conservare la memoria. Non sono importanti i numeri, ma è doveroso ricordare l’atto compiuto, le atroci violenze. Ricordare per impedire il ripetersi di simili eventi. Uno sterminio senza distinzioni politiche, di razza, sesso, religione. 

Giulianova è l’unico comune che ha organizzato un evento simile, con l’impegno di dedicare una via o una piazza ai martiri delle foibe. Importante è stato il contributo dei ragazzi delle scuole medie, con vari lavori sull’argomento: un cartellone, presentazioni in power point, foto raccapriccianti, con testimonianze scritte di due donne coinvolte nel martirio delle foibe. Un’iniziativa importante, per non dimenticare una tragedia così grande che ha segnato e continua a segnare i cuori e le menti di tanti italiani.

Luca Venanzi