Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Magnate georgiano colpito da infarto, Scotland Yard indaga.

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Martedì 12 febbraio, il miliardario georgiano Badri Patarkatsishvili, è morto d’infarto nella sua residenza inglese. Aveva 52 anni. Patarkatsishvili, candidato alle ultime presidenziali in Georgia, era costretto a vivere in esilio in quanto ritenuto personalità scomoda sia dal suo paese d’origine sia dalla Russia. La polizia inglese, dopo la morte per avvelenamento della spia russa Alexandr Litvinenko, ha immediatamente fatto partire un’indagine. I sostenitori del magnate georgiano, hanno addirittura chiesto un’indagine internazionale per accertarsi che le cause del decesso siano senza ombra di dubbio naturali. L’uomo non soffriva di problemi cardiaci e godeva di ottima salute. Sebbene i risultati preliminari dell’autopsia confermino le “cause naturali”, gli investigatori britannici hanno dichiarato di voler eseguire esami tossicologici più approfonditi. Solo tra alcune settimane si potranno avere dei risultati definitivi. Patarkatsishvili, negli ultimi mesi, aveva espresso preoccupazione per la propria incolumità in quanto si riteneva obiettivo di un possibile attentato. Le autorità di Tblisi (Georgia) avevano accusato Patarkatsishvili di aver organizzato un colpo di stato emettendo un mandato d’arresto nei suoi confronti. Badri non era benvisto nemmeno in Russia, dove aveva stretto rapporti economici con Boris Berezovskij, uno dei più grandi avversatori della politica del presidente Vladimir Putin. Entrambi erano esuli a Londra e, come in una perfetta spy story, Berezovskij è persino coinvolto nelle indagini per l’assassinio di Litvinenko.