Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

58° Festival di Sanremo, si parte

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E’ tutto pronto per la 58a edizione del Festival di Sanremo che da lunedì, fino a sabato 1 marzo, vedrà in gara 20 big e 14 giovani sul glorioso palco del teatro Ariston. Anche quest’anno, immancabilmente, il Festival attirerà su di sé notevole attenzione mediatica e non mancheranno i commenti e le polemiche sui cantanti, sui presentatori e sugli ospiti, mentre già impazzano quelli sui possibili vincitori e le probabili sorprese. I 20 big scelti da Pippo Baudo (giunto al suo tredicesimo Festival) sono: Eugenio Bennato (con la canzone “Grande sud”), Loredana Bertè (“Musica e parole”), Sergio Cammariere (“L'amore non si spiega”), Toto Cutugno (“Un falco chiuso in gabbia”), Giò Di Tonno e Lola Ponce (“Colpo di fulmine”), Finley (“Ricordi”), Frankie Hi Nrg (“Rivoluzione”), Max Gazzè (“Il solito sesso”), Gianluca Grignani (“Cammina nel sole”), L'Aura (“Basta!”), Little Tony (“Non finisce qui”), Paolo Meneguzzi (“Grande”), Mietta (“Baciami adesso”), Amedeo Minghi (“Cammina cammina”), Fabrizio Moro (“Eppure mi hai cambiato la vita”), Anna Tatangelo (“Il mio amico”), Tiromancino (“Il rubacuori”), Tricarico (Vita tranquilla), Mario Venuti (“A ferro e fuoco”), Michele Zarrillo (“L'ultimo film insieme”). Ai nastri di partenza, c’è un mix di tradizione e novità, con buona pace dei nostalgici di big come Ramazzotti, Zucchero, Laura Pausini, Vasco Rossi e tanti altri. C’è curiosità nel rivedere all’opera un’interprete a dir poco estrosa come Loredana Bertè (come si comporterà nella settimana sanremese ?), “vecchie volpi” come Toto Cutugno (l’eterno secondo), Little Tony, Amedeo Minghi e “cavalli di ritorno” come Grignani, Mietta, Gazzè, Cammariere, Venuti e Zarrillo.

 Le proiezioni sui vincitori danno per favorita Anna Tatangelo, che si esibirà senza il suo compagno Gigi D’Alessio, proponendo un brano scritto dal cantante napoletano che già fa discutere prima di sentirlo. Infatti la Tatangelo canterà “Il mio amico” (in riferimento ad un ragazzo di Sora, città natale della giovane cantante), che tratta il tema dell’omosessualità, argomento piuttosto insolito nella tradizione festivaliera.  A tal proposito, le canzoni che fanno rima con amore, fiore, cuore (presenti anche quest’anno, è inutile sperare in una loro sparizione improvvisa) si dividono la scena con le storie di vita quotidiana, con guai e dolori. La tematica della realtà, dunque, la fa da padrona. C’è chi parla di guerra, chi di licenziamenti, chi, come il rapper Frankie Hi Nrg (altro personaggio dal quale è prevedibile aspettarsi qualche estrosità), invita alla rivolta contro i politici in maniera esplicita (significativo che ciò accada in piena campagna elettorale), chi analizza il nostro passato storico-politico, dal Lingotto alla morte di Berlinguer passando per quella di Aldo Moro, chi affronta lo spinoso tema del Sud.

Che sia una scelta di sopravvivenza, da parte del Festival, quella di adeguarsi ai tempi ? Sembrerebbe di sì, ma la domanda che ci si pone ogni anno, dividendosi in favorevoli e contrari, è un’altra: Sanremo è sempre Sanremo ? C’è chi lo vede con intatta passione, chi lo ignora, chi lo giudica vecchio, chi contesta il livello non eccelso delle canzoni e dei partecipanti. Chi più ne ha più ne metta, insomma, ma una cosa è certa: piaccia o no, è un appuntamento legato ancora a doppio filo alla nostra tradizione, è un patrimonio da difendere.

In fondo, che Sanremo sia cambiato (leggere attentamente gli argomenti delle canzoni, per credere), è sotto gli occhi di tutti, ma è difficile non essere d’accordo con la frase detta tra il serio e il faceto dalla spalla di Baudo, Piero Chiambretti, durante la conferenza stampa di presentazione: “L’Italia a picco, ma Sanremo resiste”.   

Allora, su il sipario. L’ombelico del mondo, tra poche ore,

è a Sanremo. E, è il caso di dirlo, vinca il migliore.

 

 

aetano Lombardino