Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Francesco De Gregori in concerto a Pescara

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      È stato il concerto di Francesco De Gregori, lo scorso 24 febbraio, a riempire il cinema-teatro “Massimo” di Pescara. Due ore di spettacolo nelle quali l’artista romano ha ripercorso le principali tappe della sua carriera attraverso le canzoni più significative della sua produzione fino ai brani più recenti, dell’album “Left & Right”.

     

      Trent’anni di successi per un cantautore che è stato in grado di fondere poesia e suoni diventando uno degli esponenti più autorevoli della musica italiana. Canzoni che hanno descritto sogni, amori, speranze e delusioni di più generazioni che nelle sue parole si riconoscono. Testi a volte complessi da interpretare, nella loro ricchezza poetica, ma che dall’ascolto lasciano sensazioni che parlano all’anima e che per questo emozionano.

     

      Atmosfere soffuse, luci calde e tenui, rilassanti. Un pubblico attento che ha apprezzato lo spettacolo, cantando e applaudendo le canzoni che  avrebbero potuto esser composte di sole parole per la tale musicalità di cui sono costituite. Ma la musica c’era ed era di ottima qualità, suonata dai sette musicisti che lo accompagnano da anni, in giro per i teatri italiani. Tra le 50 date del tour, l’artista ha voluto che ci fosse Pescara, città nella quale ha passato l’infanzia e parte dell’adolescenza.

 

      Le sue esibizioni iniziarono in un famoso locale romano, il Folkstudio, dove entrò in contatto con musicisti e famosi discografici. L’esordio ci fu nel 1970, con l’album “Thorius Campus”, cui fece seguito “Alice”. Il successo e i maggiori riconoscimenti ci saranno dopo l’uscita di  “Rimmel”, nel 1975. Dopo vari album, nel 1983 pubblica la sua canzone più famosa, “La donna cannone”, ispirata da un articolo di cronaca che racconta la crisi di un circo ormai orfano del suo numero più apprezzato, fuggito per inseguire il suo grande amore.

 

      Anni di successi nei quali la ricerca sulle parole ha sempre avuto un grande peso che ha influenzato sempre più i suoi testi fatti di ermetica complessità e nel contempo di affascinante semplicità. Un’artista che nonostante la notorietà si stupisce ancora del suo successo e si chiede quanti siano seduti in platea per ascoltare la sua voce:

 

Eccomi qua

sono venuto a vedere

lo strano effetto che fa

la mia faccia nei vostri occhi

e quanta gente ci sta

e se stasera si alza una lira

per questa voce che dovrebbe arrivare

fino all’ultima fila

 

…e la sua voce all’ultima fila del Teatro Massimo è arrivata. Erano tanti gli occhi a guardarlo e il calore del pubblico ha dimostrato che è stato un effetto emozionante e “strano” per entrambi.

 

                                                      Evelina Frisa e Lorenzo Dolce