Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Molfetta, 3 marzo: ancora morti sul lavoro. Una guerra senza vincitori

 

Che odore c’è nella stiva di una nave satura di anidride carbonica? Quanto è calda l’aria e quanto fumo si respira in una acciaieria quando scoppia un incendio? Quanto dura il volo da un’impalcatura di cinque metri? Cosa si pensa, se si riesce a pensare, quando un trattore di 50 quintali si chiude come una tagliola sulle gambe?

Non lo sappiamo. Non riusciamo neanche ad immaginarlo. Eppure sul posto di lavoro ogni giorno si verificano incidenti più o meno gravi e quando la fortuna, o un ispettore della sicurezza, chiude un occhio ci scappa anche il morto. L'ultimo il 3 marzo: 4 lavoratori  sono morti a Molfetta rimasti chiusi  all'interno di una cisterna di una ditta che lavora allo stoccaggio dello zolfo (un quinto versa in condizioni gravissime). Ma si tratta di un bolletino di guerra cui orami sembra non esserci più fine.

Il 27 febbraio ci sono stati due incidenti mortali sul lavoro. Un artigiano è caduto dall’alto in un cantiere in provincia di Biella e un operaio indiano è stato investito da un camion in manovra a Pontinia.

Alessandro Ferrari, 59 anni, artigiano, è precipitato dal tetto di un vecchio capannone in fase di ristrutturazione a Candelo, in provincia di Biella. L'incidente è avvenuto nel pomeriggio di ieri per cause ancora da accertare. Una lastra di eternit ha ceduto, forse per il peso, facendo precipitare l'artigiano da un'altezza di 8 metri.

Un operaio indiano di 26 anni è rimasto vittima di un tragico incidente in un vivaio a Mesa di Pontinia, vicino Latina. È stato investito da un camion in manovra che lo ha schiacciato contro un muro uccidendolo sul colpo. A dare l'allarme sono stati i colleghi dell'operaio che hanno immediatamente chiamato i soccorsi, ma non c'è stato nulla da fare.

La scorsa settimana un agricoltore e' morto in Abruzzo nelle campagne di Cupello, nel Chietino, ed un operaio e' rimasto ferito in modo grave a Vasto. La vittima, secondo le testimonianze di altri agricoltori, e' rimasta schiacciata dal trattore con il quale stava lavorando. L'uomo e' morto sul colpo. A Vasto, invece, un operaio romeno e' precipitato dal secondo piano mentre lavorava in un cantiere edile per la realizzazione di un fabbricato. Portato nell'ospedale cittadino e' stato operato per fermare un'emorragia interna. Il cantiere e' stato posto sotto sequestro dai Carabinieri così come un altro della zona, risultato fuori regola.

Un vero e proprio bollettino di guerra. Ed il problema non sembra diminuire:

uno studio dell'Eurispes «Infortuni sul lavoro: peggio di una guerra», presentato alla Camera dei deputati, ha calcolato come dall'aprile 2003 all'aprile 2007 i militari della coalizione che hanno perso la vita sono stati 3.520, mentre, dal 2003 al 2006, nel nostro Paese i morti sul lavoro sono stati ben 5.252. Un incidente ogni 15 lavoratori, un morto ogni 8.100 addetti: queste le cifre del fenomeno secondo l'Eurispes.

Nonostante i ripetuti appelli del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che in molte occasioni ufficiali ha parlato del problema delle morti bianche come una piaga del Paese, la situazione sembra non aver subito cambiamenti: un milione di incidenti sul lavoro ogni anno nel nostro paese. Secondo L’ANMIL (Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro) sono 1000 gli incidenti mortali, uno ogni sette ore. Dal 1997 al 2007 la situazione in Italia sembra essere migliorata con una diminuzione degli incidenti del 25, 49%; diminuzione relativa rispetto al resto d’Europa dove si è verificata una diminuzione del 29,41% e soprattutto rispetto ad alcuni paesi come la Germania che sfiorano il 48,30%.

www.anmil.it

www.inail.it