Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Teramo, Massimo Dapporto recita Goldoni al teatro comunale

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“L’amor delle donne si fonda sulla passione del senso inferiore, l’amor della roba si fonda sul vizio della natura cruda, l’amor dell’amicizia si fonda sulla vera virtù… eppure il mondo ne tiene così poco conto”. Così Tonino Bisognosi, interpretato da Massimo Dapporto nella commedia Goldoniana “I due gemelli veneziani”, esprime il suo pensiero sui massimi sentimenti della vita dal palcoscenico del teatro comunale di Teramo.

La commedia, per la regia di Antonio Calenda, è incentrata sul gioco dei simili e degli opposti e sul tema del doppio, con tutti i fraintendimenti e le relative venature comiche che ne conseguono. Tonino e Zanetto, sono i due gemelli, tanto simili nell’aspetto quanto dissimili nel comportamento. L’uno, veneziano, intelligente, disinvolto con le donne ed esperto di vita, l’altro, bergamasco, inetto e senza spina dorsale. I due, che non si frequentano e si conoscono appena, si ritroveranno al centro di una serie di equivoci, cui farà da sfondo la città dell’amore per antonomasia: Verona.

Ed è proprio per una strana coincidenza sentimentale che i due si ritrovano in quel di Verona: Zanetto deve chiedere in sposa Rosaura, figlia del Dottor Balanzone, mentre Tonino sta per unirsi in matrimonio con Beatrice, sua promessa da tempo. Nel corso di una sola giornata, le vite dei due fratelli muteranno totalmente e tragicamente. L’elemento di novità è infatti, rappresentato da un finale semi-drammatico, con la morte di Zanetto e Rosaura che si scopre essere la sorella dei due.

La commedia, portata in scena lo scorso 1 aprile nell’ambito della stagione “Primo Riccitelli” di Teramo, risulta molto godibile per il pubblico, soprattutto per i notevoli risvolti comici che la contraddistinguono. Una verve comica esaltata tanto dall’antitesi dei caratteri antipodici dei fratelli, quanto dalla presenza delle classiche “maschere” della tradizione veneziana, quali Arlecchino, Colombina e Brighella. Il risultato è un’opera divertente che riesce a coinvolgere un pubblico multiforme, attirando anche platee di giovanissimi, da sempre i più lontani dal teatro e i più vicini al piccolo schermo.

Ascolta l’intervista a Massimo Dapporto

Pamela Di Ovidio e Fabiana Pellegrino