Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

L'agonia della serie B

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Il campionato 2007-’08 di serie B è uno dei più belli degli ultimi anni. La presenza di squadre importanti come Bologna, Lecce, Chievo, Brescia, Ascoli, Pisa, Messina, Mantova, Piacenza e di giocatori dal passato illustre, nobilita ogni settimana il torneo cadetto assicurando gol, spettacolo ed emozioni.

Peccato, però, che tutto ciò non venga trasmesso in diretta televisiva, ma ci si debba accontentare di sentire, come una volta, le partite per radio o vedere le immagini salienti ad orari talvolta improponibili.

Possibile che debba accadere questo, con le svariate offerte (Sky, il satellite, il digitale terrestre, internet e chi più ne ha più ne metta) esistenti al giorno d’oggi ? Purtroppo sì. I responsabili di questa situazione sono i vertici del nostro calcio e la maggior parte dei presidenti delle formazioni di serie B, colpevoli, nella passata stagione, di non aver voluto firmare un redditizio contratto di più anni con Sky, accontentandosi di un ricco accordo annuale. Infatti, nel campionato 2006-’07, contrassegnato dalla storica e contemporanea partecipazione di Juventus, Napoli e Genoa, il prodotto serie B valeva tantissimi milioni di euro ed era appetito da tutte le emittenti televisive. Con il ritorno in serie A di quelle tre squadre, invece, è iniziata l’agonia della B.

Da parte di Sky (per il satellite), Mediaset, La 7 e Sportitalia (per il digitale terrestre), con l’abbassarsi della qualità del campionato (cosa rivelatasi non vera, numeri alla mano) sono arrivate offerte di gran lunga inferiori a quelle della stagione scorsa, scatenando l’ira dei presidenti che le hanno più volte definite “elemosina”.

Da settembre ad oggi, è iniziata una querelle infinita tra le televisioni e le società, ma la soluzione non è mai arrivata e a farne le spese, come al solito, sono stati i tifosi e gli appassionati. Hanno provato a farsi avanti alcune tv private, qualche gara è andata in onda, in pay per view (acquistabile singolarmente), addirittura (è il caso di dirlo) su Conto Tv, canale che trasmette via satellite programmi per adulti, ma è stato solo un arrampicarsi sugli specchi.

La realtà della serie B, invece, desta molte preoccupazioni. Il futuro è pieno di incognite, considerando che gli introiti televisivi, come accade per la serie A, complice il calo di spettatori negli stadi, sono vitali per le casse delle società e non averne a sufficienza potrebbe portare al collasso molte di queste. Per evitarlo, il ritorno immediato alla distribuzione collettiva dei proventi televisivi potrebbe essere una scappatoia. Di sicuro, la serie B ha una dignità da difendere ed è un bellissimo campionato. Ecco perché, per sopravvivere, non può permettersi di incassare altri autogol.

Gaetano Lombardino