Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Lectio Magistralis di Eugenio Scalfari al Festival di giornalismo di Perugia

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Al via la seconda edizione del festival del giornalismo di Perugia. Nell’aula magna del Rettorato dell’Università Eugenio Scalari, fondatore del quotidiano “La Repubblica”, ha tenuto una lectio magistralis sul giornalismo cominciando con una domanda: Sei una persona curiosa?

<<Il giornalista – ha detto Scalfari – non può essere una persona introversa, ma deve avere un’assillante curiosità>>. Ha definito il giornalismo un mestiere crudele, perché la curiosità porta a denudare il mondo esterno e ad invadere le persone. <<E’ la nostra missione – ha proseguito Scalfari – un mestiere crudele, spietato. Il buon giornalista invade le persone senza spogliarsi del proprio io, deve essere il più bravo a raccontare>>.

Il giornalismo deve cercare sempre la verità. <<Non c’è una verità assoluta. Il giornalismo cattolico, così come quello politico, ideologico, non è giornalismo>>. La distinzione tra fatti e opinioni, tra oggettivo e soggettivo, è solo un paravento trasparente.<<Il racconto dei fatti – ha continuato Scalfari – appartiene al giornalista che scrive, i fatti stanno nelle sue scarpe>>.

Dalla verità al punto di vista. <<Di uno stesso soggetto noi possiamo avere più punti di vista, o meglio, punti di sguardo. L’oggettività è quella di dichiarare il punto di sguardo del giornalista, del giornale. “Repubblica” lo ha fatto: ha scelto il suo punto di vista e lo ha dichiarato. Il nostro è un giornale partito, è partito di sé stesso>>.

Importante è il rapporto tra editore, direttore e redazione. <<Il giornalismo è un lavoro di squadra – ha sottolineato Scalfari – un organismo complesso. L’editore deve fare profitti attraverso i suoi giornali. In Italia è l’opposto: oggi gli editori hanno interessi fuori dai giornali. Prima il proprietario di un giornale scriveva sul suo quotidiano, per esempio Scarfoglio con il Mattino>>.

Il fondatore di “Repubblica” ha illuminato il pubblico con una bella metafora. <<Il giornalismo è come una lunga discesa in sci, uno slalom speciale, con le bandierine. Ci sono due modi per farla: il primo è fare lo slalom, come molti giornali. Il secondo è scendere dritti, facendo passare le bandierine sotto le gambe. Noi ci comportiamo così: condizioniamo i nostri giornalisti. I grandi esempi sono Albertini con il “Corriere della Sera” e Frassati con “La Stampa”.

Nei prossimi giorni uscirà un nuovo libro, “L’uomo che non credeva in Dio”, in cui Scalfari spiega come la vita vissuta (autobiografico) può influire sui pensieri e viceversa, sul modo di vedere e raccontare la realtà.

Luca Venanzi