Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Quanto e come si beve in Italia: le statistiche nazionali e i dati abruzzesi

Con l’indagine Multiscopo “Aspetti della vita quotidiana” l’Istat rileva ogni anno numerose informazioni sulle famiglie, con particolare riguardo ad alcuni aspetti degli stili di vita. Il campione comprende più di 19 mila famiglie per un totale di circa 49 mila individui. Nell’ultimo rapporto (le interviste sono state effettuate nel febbraio 2007) vi sono informazioni sul consumo di alcol in Italia nella popolazione di 11 anni e più, con un approfondimento su alcuni comportamenti a rischio.

In generale, dai dati emerge come “tra i ragazzi di 11-17 anni la bevanda più diffusa è la birra (18,6%), seguita dagli aperitivi alcolici (15,2%) e dal vino (11,7%), mentre il consumo di amari e superalcolici riguarda quote minori (rispettivamente 6,2% e 7,7%).

Tra i giovani di 18-24 anni il consumo di altri tipi di alcolici, considerati complessivamente, diventa prevalente (54,6%) e supera quello di birra (53,4%)”.

In quanto alla ripartizione geografica emergono differenze significative su cui è opportuno riflettere. I dati fanno pensare che ci sia una relazione tra la situazione lavorativa, ovvero lo status economico e il consumo di alcol. Al Sud, infatti, dove il fenomeno della precarietà e della disoccupazione è particolarmente e tristemente rilevante, si registrano i consumi più bassi di alcol. Le percentuali più alte si riscontrano invece al Nord, in particolare a Nord-Est, dove il consumo di alcol è maggiore in tutti i fenomeni analizzati (tranne per il numero di unità alcoliche consumate quotidianamente, dove il Nord-Ovest ha la percentuale maggiore): persone di 11 anni e più che consumano alcolici fuori pasto almeno una volta a settimana; che dichiarano di essersi ubriacate almeno una volta negli ultimi 12 mesi; che consumano quotidianamente almeno una bevanda alcolica, e che si sono ubriacate almeno una volta negli ultimi 12 mesi. Il Centro si stabilizza sempre nel mezzo con percentuali intermedie. Inoltre, se ne potrebbe dedurre anche una relazione con il livello d’istruzione, generalmente minore al Sud: stando ai dati Istat, infatti, all’aumentare del titolo di studio aumenta la tendenza a consumare alcol, e ciò avviene soprattutto per le donne.

Analizziamo ora la situazione abruzzese.

Per persone di 11 anni e più che consumano quotidianamente almeno una bevanda alcolica l’Abruzzo si colloca al 14° posto a livello nazionale, con il 28,4%, meno che nelle altre regioni del centro, Umbria (33,6), Marche (38,7), Molise (31,5), ma più che nella regione della capitale (26).

Per numero di unità alcoliche consumate quotidianamente emerge che solo lo 0,9% delle donne abruzzesi dichiara di consumare più alcolici in un giorno (3 e più unità), registrando quindi un basso consumo femminile, mentre il consumo sale di molto per i maschi: il 10,8% dichiara di consumare 4 o più unità di alcolici al giorno, collocandosi ben al terzo posto nazionale, con un consumo piuttosto elevato. La situazione cambia invece se si parla di consumo di alcolici fuori pasto almeno una volta a settimana: il Nord, infatti, torna al primo posto e seguono centro e sud (anche se l’Abruzzo è prima tra le regioni del centro con l’8,2%).

Anche per episodi di binge drinking, ovvero il consumo di sei o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione almeno una volta negli ultimi 12 mesi, in media le percentuali sono più alte al Nord, anche se l’Abruzzo è al di sopra della media per il Centro con il 9% (Marche 7,7; Lazio 6,6; Umbria 7,1; Molise 10,8).

Riassumendo: per il consumo quotidiano maschile la situazione al Centro-Sud è molto simile al nord, con percentuali vicine; il Nord è invece al primo posto per consumo di alcolici fuori pasto ed episodi di ubriacature; per consumo delle diverse bevande alcoliche al Nord c’è una distanza minore tra consumi di altri tipi di alcolici e vino/birra (che restano comunque gli alcolici più bevuti) rispetto al Sud, dove questi ultimi due sono preferiti alle altre bevande alcoliche in maniera nettamente prevalente. Da tutti questi dati esaminati nel loro complesso si potrebbe dedurre che mentre al Nord attecchisce maggiormente lo stile british, ovvero la cultura del bere per ubriacarsi, al Sud resiste invece il modello mediterraneo, in cui la cultura del bere equivale a bere “bene”, poco ma spesso, una cultura dove l’alcol fa parte del quotidiano e viene vissuto attarverso la convivialità, consumato moderatamente durante i pasti.

Fabiana Calsolaro