Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

San Vito Chietino: la bandiera blu si sporca

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Barbara Gambacorta

La bandiera blu, simbolo del mare pulito, sventola a San Vito Chietino, ma a rovinare la festa sono arrivate alcune macchie di catrame scoperte dai residenti sulla spiaggia del Turchino. Il ritrovamento di queste sostanze scure e oleose sui sassi della spiaggia teatina risale al 6 maggio scorso: l'allarme è stato lanciato dall'associazione locale "Occhi del Popolo" e dal Wwf che, in base alle segnalazioni della popolazione, ha richiesto all'Arta (Agenzia Regionale per la Tutela Ambientale) l'analisi delle sostanze, per stabilirne natura e pericolosità . La preoccupazione di associazioni e di parte dei cittadini per il possibile inquinamento della spiaggia è alimentata dalla presenza, a largo della costa teatina, di una piattaforma petrolifera esplorativa di recente istallazione: "i cittadini si sono visti arrivare la piattaforma (della società Mediterranean Oil & Gas Spl) all'improvviso, senza essere stati adeguatamente informati di cosa stava succedendo e con quali implicazioni per la nostra costa: è normale che poi prevalgano la preoccupazione e la paura" così ci ha raccontato il clima a San Vito Andrea Natale, responsabile del Gruppo Mare del Wwf Abruzzo. Il sindaco Rocco Catenaro, è intervenuto minacciando il Wwf di denuncia per procurato allarme e ha definito tendenziosa la notizia diffusa dal Wwf poiché " rischia di rendere vani gli sforzi compiuti da anni dal Comune e dai cittadini sanvitesi per la tutela ambientale, di compromettere i brillanti risultati conseguiti in questo settore, di procurare un rilevante danno all'immagine del nostro paese e, soprattutto, di causare il tracollo dell'economia turistica locale proprio nel momento di apertura della stagione balneare". Una prima risposta alle preoccupazioni per delle macchie di catrame spuntate a San Vito è comunque arrivata il 15 maggio: le analisi dei tecnici dell'Arta di Chieti hanno rilevato che si tratta di idrocarburi pesanti, quindi di sostanze inquinanti. Ma da dove arrivano? La domanda rimane aperta e la palla passa alle Autorità che dovranno accertare fatti e responsabilità. La correlazione tra l'inquinamento e le piattaforme petrolifere non è diretta. "Le cause dell'inquinamento da idrocarburi possono essere diverse- ci spiega Andrea Natale del Wwf - si può trattare di sostanze versate in mari da pescherecci, o provenienti dall'errato smaltimento delle acque provenienti dalle sentine (cisterne) di alcune navi, che dovrebbero fare queste operazioni in porto ma le fanno in mare aperto. C'è infine anche la possibilità che gli idrocarburi provengano da attività collegate alle piattaforme: la percentuale di rischio per le navi cisterna è del 3% e per l'attività di estrazione del 10%".I risultati dell'Arta hanno alimentato la querelle tra associazioni ambientaliste e il Comune di San Vito Chietino. Il sindaco Catenaro, venuto a conoscenza delle analisi dei tecnici regionali, ha dichiarato che "non si può parlare di inquinamento del Turchino, il Comune seguirà la vicenda e chiederà altre indagini all'Arta». Il Wwf dall'altra parte ha recepito i risultati come un campanello d'allarme: "Anche noi abbiamo chiesto all'Arta di tornare per fare nuove analisi, alcune sono state già effettuate. Ci sono arrivate nuove segnalazioni, anche da Vasto. Quello che ci interessa è preservare il nostro mare e cercare di fare chiarezza su quanto accade lungo le nostre coste".

 

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