Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Monopolio, no grazie!

 

“Liberalizzazione significa migliorare i servizi e diminuire i prezzi”, lo ha dichiarato il Ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola, confermando così la volontà del nuovo governo Berlusconi di continuare a privatizzare, ovvero incentivare quel processo economico che sposta la proprietà di un ente o di un'azienda dal controllo statale, monopolistico, a quello privato favorendo così un mercato concorrenziale.

La liberalizzazione è un processo legislativo che consiste nella riduzione di restrizioni precedentemente esistenti che limitavano la concorrenza. Al momento dell’approvazione del Dl 223/2006, noto come decreto Bersani, che apriva le porte a questo processo economico, però, le resistenze furono tantissime, come quella dei tassisti in piazza, delle banche (ancora oggi è faticoso ottenere l’applicazione delle nuove norme sui mutui). I cittadini, invece, accettano con maggiore apertura queste misure poiché ne hanno notato i vantaggi. Tra i provvedimenti c’è stata l’abolizione dei costi di ricarica per la telefonia mobile, la liberalizzazione della vendita dei giornali, e dei farmaci da banco nei supermercati. In quest’ultimo caso il provvedimento consente di creare spazi dedicati nella grande distribuzione, purché sia impiegato personale con una laurea in farmacia, assunti come dipendenti del supermercato. Gli economisti sottolineano i maggiori benefici del regime di concorrenza rispetto al monopolio e consigliano la privatizzazione dei settori ancora pubblici.

Gli intenti del decreto hanno ottenuto un effettivo riscontro: mercato più dinamico e aumento della concorrenza. Si pensi alle numerose compagnie telefoniche nate dopo la liberalizzazione di questo settore: l’unica compagnia telefonica pubblica (Telecom), operando in regime di monopolio, non garantiva la massima efficienza e servizi innovativi. La concorrenza ha apportato numerosi benefici sia dal punto di vista dell’offerta, dato che sono nati nuovi servizi, numerose tariffe a prezzi competitivi; e anche dal punto di vista occupazionale poiché ogni compagnia ha assunto nuove figure professionali.

Privatizzare e liberalizzare il mercato dunque è positivo in ogni caso? Per quanto riguarda i servizi e i prodotti essenziali in realtà bisognerebbe sempre garantire un adeguato intervento del settore pubblico, a tutela dei consumatori. Per esempio, se non ci fosse questo tipo di garanzia, nessuna azienda farmaceutica avrebbe più interesse a produrre un medicinale a basso costo o per una malattia rara, poiché il profitto sarebbe considerato troppo basso. Attualmente, le istituzioni che dovrebbero garantire i consumatori sono:

 

- Autorità garante della concorrenza e del mercato

- Autorità per le garanzie nelle comunicazioni

- Autorità garante per la protezione dei dati personali

- Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici

- Autorità per l’informatica nella Pubblica Amministrazione

- Autorità per l’energia elettrica e il gas

- Commissione nazionale per la società in borsa

- Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private

- Garante del contribuente

Il loro ruolo è fondamentale per garantire una concorrenza reale e regolamentata a tutto vantaggio dei cittadini-consumatori.

Evelina Frisa