Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Olimpiadi 2008: la Cina è pronta?

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I giochi olimpici estivi sono sempre più vicini. Questa volta tocca a Pechino, dall'8 al 24 agosto. È la terza volta che l'Asia, dopo Tokyo 1964 e Seoul 1988, ospita un'olimpiade. Tante polemiche, tanti interrogativi sull'assegnazione di questo evento ad un Paese che sta vivendo un momento delicato, soprattutto sul piano sociale (questione dei diritti umani in Tibet).

Lo spirito olimpico è sinonimo di pace e di rispetto per gli altri, ed un Paese ospitante dovrebbe dare l'esempio di questo spirito. Italo Cucci, giornalista e professore, parla di una Cina moderna, che ha superato tanti problemi. « Io credo che la Cina abbia problemi molto importanti che tutto il mondo conosce da tempo. Ma questo Paese ha fatto e sta facendo una lunga marcia verso il progresso, verso la democrazia. Oggi è una nazione con la quale tutto l'Occidente si confronta, a dimostrazione che quell'immensa muraglia che divideva la Cina dal resto del mondo è caduta».

Rimane comunque la difficile questione del Tibet. Tanti i problemi sul tragitto della fiaccola olimpica: contestazioni, aggressioni. Tutto questo aumenta il clima di tensione?

« Si è fatto molto rumore - dice Cucci - poi all'improvviso si è smesso. Anche gli intellettuali più avveduti hanno scoperto il Tibet 55 anni dopo le sue pene, dopo che la Cina l'aveva conquistato e calpestato. È parso evidente che si trattava di un'operazione mediatica riguardante l'assegnazione delle olimpiadi. Si è cavalcato finché si è potuto, poi si è cambiato argomento, senza che la Cina abbia accusato alcun danno. Penso, comunque, che la situazione sia migliorata sotto tutti i punti di vista».

In Europa, per esempio in Inghilterra e in Francia, si è discusso molto sul boicottaggio dell'evento olimpico.

« Ogni tentativo di buttare in politica il più grande evento sportivo - sottolinea Cucci - ma anche uno dei più grandi eventi civili e sociali, è sempre un tentativo bugiardo che mira ad altre situazioni. Ho vissuto intensamente la grande olimpiade di Mosca '80, che subì un boicottaggio parziale da parte degli Stati Uniti, così come nel '84 Los Angeles subì il boicottaggio da parte dell'est. Sono state tutte operazioni condotte con il cinismo della politica, dimenticando che i giochi olimpici rappresentano un momento di assoluta superiorità su tutti i problemi della società. I giovani vanno alle olimpiadi per ritrovare amici da tutto il mondo, vanno per gareggiare, vanno per portare avanti degli ideali che nella società civile sono stati abbandonati e bistrattati».

Lo sport, quindi, può far passare in secondo piano le tensioni politiche, ma rimane il rischio di attentati.

« Non possiamo escludere - afferma Cucci - che ci sia un tentativo di mettere nel sangue anche l'olimpiade di Pechino. Non dimentichiamo tuttavia qual è spesso la matrice di questi attentati, ricordando Monaco nel 1972, quando un movimento palestinese autonomo (Settembre Nero) attaccò gli atleti israeliani nel loro albergo, provocando tanti morti. Sappiamo che oggi il mondo trema sempre di fronte a certe situazioni, ma credo che la Cina abbia una sua forza naturale di uomini e di mezzi per poter contrastare anche questo rischio».

Tanti problemi quindi, ma l'olimpiade è sinonimo di sport, quello vero. Oscar Pistorius, l'atleta sudafricano disabile che gareggia con protesi di carbonio, potrà correre i 400 metri con i normodotati. È una vittoria dello sport?

« E' la vittoria dell'uomo soprattutto. L'uomo va al di sopra di ogni situazione - continua Cucci - anche al di sopra dello sport, che spesso e volentieri si dà delle regole, ed in certe occasioni non vengono capite. In questo caso sono state aggiornate, affinché a Pistorius fosse data la possibilità di portare il suo messaggio al mondo intero. Io temo solo una cosa: visto che tutto ormai è televisione, non vorrei che intorno a Pistorius si creasse una sorta di circo, un attenzione morbosa di fare spettacolo assoluto. Sarebbe il fallimento della sua grande missione».

Veniamo al nostro Paese, l'Italia. Che ambizioni di medaglia può avere? Italo Cucci dice che si può arrivare a 30, anche di più, e aggiunge « la cosa di cui tutti si sono disinteressati in questo momento di forte campagna contro la Cina è stata quella di preoccuparsi dell'aspetto sportivo. Io credo che la Cina non solo stia preparando un grande evento mediatico per un ulteriore conquista del mondo, ma anche atleti che possono darle il privilegio assoluto sui giochi olimpici, e spero che tutto questo avvenga in termini di estrema correttezza, perché al doping, fino ad oggi, non ci ha pensato nessuno».

Il doping, una questione delicata che investe tutto lo sport, in particolar modo quelli individuali, come il ciclismo e l'atletica. L'augurio è che in questi giochi olimpici prevalga lo spirito di correttezza, di rispetto verso l'altro, senza il problema doping che andrebbe ad aggiungersi alle altre problematiche che accompagnano questa ventinovesima edizione.

Luca Venanzi