Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Sciopero generale: è stato un venerdì 17 “nero” di G. Lombardino

Sciopero generale.jpg

Venerdì 17 ottobre 2008 è una data che difficilmente sarà dimenticata nel nostro Paese. Tra scioperi nei trasporti, nella scuola, nella sanità e nella pubblica amministrazione il menù è stato di quelli ricchi.Oltre 2 milioni di lavoratori del settore pubblico e privato hanno incrociato le braccia e 500mila sono scesi in piazza a Roma per il corteo nazionale. La partecipazione allo sciopero generale ha riguardato il 50% dei lavoratori dell'industria, il 60% di quelli dei trasporti, con punte di oltre il 90% per quelli di scuola ed enti locali. A dare le stime è stata la Cub (Confederazione unitaria di base) che in una nota ha definito "straordinaria" l’adesione alla protesta che ha coinvolto milioni di lavoratori.I disagi maggiori si sono verificati nel settore trasporti. Se è vero infatti che l'astensione dal lavoro non ha avuto ripercussioni rilevanti sulla circolazione di treni a media e lunga percorrenza e sul movimento aereo, è altrettanto vero che nel trasporto pubblico locale, nelle città dove i sindacati autonomi raccolgono forti consensi, i riflessi dell'agitazione si sono avvertiti eccome. A Milano si sono svolte tre manifestazioni che hanno attraversato la città con una presenza complessiva di 100.000 circa tra lavoratori, pensionati e studenti. L'amministrazione comunale è intervenuta disponendo la sospensione dell'Ecopass (progetto che serve a ridurre l’inquinamento, ndr) e autorizzando la liberalizzazione dei turni di servizio taxi dalle 18 alle 24. Ma la situazione, a detta della polizia municipale, “è stata caotica”. Secondo i dati forniti dall'Azienda Trasporti Milanese (Atm), invece, alle 10.30 il 68% dei mezzi di superficie della rete Atm era in servizio. Alle 18 è cominciato anche lo sciopero della rete metropolitana fino a fine servizio.A Torino lo sciopero dei sindacati di base (Cub, Cobas e Sdl) ha bloccato la metropolitana per motivi di sicurezza. L’adesione, tra gli autisti di bus e tram torinesi, è stata superiore al 70-80%.La manifestazione nazionale di Roma ha visto la presenza di studenti e lavoratori, oltre che della scuola, di vari altri settori. Traffico in tilt sul Lungotevere. Infatti il corteo degli studenti diretto verso il ministero dell'Istruzione ha variato all’improvviso il percorso stabilito con le forze dell'ordine attraversando ponte Palatino. L'adesione allo sciopero e la partecipazione ai cortei, fa sapere sempre la Cub, ha segnato "uno dei punti più alti della storia recente del sindacalismo di base". Riguardo al precariato, i rappresentanti di categoria propongono “l'abolizione delle leggi Treu e 30” e, sempre in ambito lavorativo, chiedono “tolleranza zero contro gli infortuni sul lavoro, con forte inasprimento delle sanzioni per chi li provoca”.Altro punto di forza della battaglia sindacale è “l'abrogazione del decreto Gelmini, in difesa della scuola pubblica, con obbligo di assunzione dei precari”. Tra i diritti da tutelare vi è anche quello a prestazioni sanitarie di qualità e più in generale il sindacalismo di base invoca la “tutela di tutti quei diritti legati allo stato sociale, costantemente messi in discussione, come la proposta di accelerare il progetto di privatizzazione”.A proposito del decreto Gelmini, a Milano, mentre una delegazione di insegnanti e genitori veniva ricevuta dal direttore dell'ufficio studi del provveditorato, Antonio Lupacchini, all'esterno si sono assiepati studenti delle scuole superiori, insegnanti e genitori. Tra gli slogan e gli striscioni anti ministro, la sede del provveditorato è stata colpita da lanci di uova. Ma le proteste contro la Gelmini, ormai, non fanno più notizia.