Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Rai-Consulta, è ancora stand-by - di Pamela Di Ovidio

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Ventitrè fumate nere e ancora nessun nome certo. Si è conclusa con un nulla di fatto l'ultima votazione fra i vertici politici per decidere quale sarà il nuovo Giudice della Corte Costituzionale e il Presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Un nulla di fatto causato, ancora una volta, dall'assenza del numero legale dei votanti nelle fila della maggioranza e da solo una decina di rappresentanti dell'opposizione. Mentre era in corso la cosiddetta "chiama", i nove presenti del partito Radicale hanno espresso il loro dissenso verso l'ingiustificato comportamento delle due coalizioni, esponendo nell'Emiciclo, praticamente deserto, uno striscione con la scritta "Fino a quando?". Una situazione messa in questi termini, che scaturisce dall'impossibilità di trovare un accordo fra le principali forze politiche riguardo ai candidati da portare avanti per ricoprire le due cariche. Il Popolo della Libertà, dal canto suo, propone da tempo la candidatura di Gaetano Pecorella per la Consulta, una nomination che l'Italia dei Valori sarebbe disposta ad accettare solo nel caso in cui il PdL decidesse di appoggiare l'elezione di Leoluca Orlando alla Vigilanza. Dopo l'incontro al vertice di questa mattina a Palazzo Chigi, fra i capigruppo di Camera e Senato del PdL e Silvio Berlusconi per fare il punto sulla situazione Rai, la palla torna nelle mani degli schieramenti politici. Il Popolo della Libertà fa sapere che se non si arriverà ad un accordo definitivo entro questo week-end, bisognerà mettere in campo altri nomi sia per la Corte Costituzionale che per la Vigilanza. La mancata elezione di Pecorella alla Consulta decreterebbe, infatti, il definitivo veto su Orlando, la cui candidatura è, invece, fortemente caldeggiata dall'IdV. Stessa situazione sul fronte rivale. In tarda mattinata, c'è stato un colloquio fra il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, e quello dell'UDC, Pier Ferdinando Casini, che si sono incontrati nel Transatlantico di Montecitorio. Un meeting, al termine del quale, Di Pietro ha riconfermato le proprie posizioni, proseguendo la campagna a sostegno di Leoluca Orlando. Si tratta di un quadro ben poco idialliaco per il servizio pubblico, il cui destino continua a restare imbrigliato nelle trame dei politici di turno. Alla situazione attuale, l'azienda risponde attraverso il sindacato Usigrai, che ha in programma uno sciopero generale delle maestranze, fissato per la fine di questo mese, qualora la questione delle nomine fosse ancora in fase di stallo. In ogni caso, la prossima votazione alla Camera è prevista per lunedì 20 ottobre alle ore 15. Si spera con esiti positivi.

 

 

 

Pamela Di Ovidio