Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Rai-Consulta alla svolta - di Pamela Di Ovidio

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Con 690 voti, è Giuseppe Frigo il nuovo giudice della Corte Costituzionale. L’intesa è stata raggiunta alla ventiduesima riunione parlamentare, avvenuta in seduta comune con la quasi totalità delle presenze, visto che all’appello mancavano solo 58 deputati e 24 senatori e che i votanti sono stati 841 su 952. Così, con il pieno dei voti, il penalista bresciano sbaraglia gli avversari, Donato Bruno, che ha ottenuto 32 schede e Gaetano Pecorella, attestatosi sulle 24 e va a sostituire il dimissionario Romano Vaccarella. Lo schieramento più assenteista è stato quello del Partito Democratico con 26 deputati e 11 senatori che hanno disertato l’aula parlamentare mentre fra le fila del Partito della Libertà sono mancati 16 parlamentari e cinque di Palazzo Madama. Frigo, che si dice molto soddisfatto per la nomina, ha sottolineato, sorridendo, che “la questione del Lodo Alfano non rappresenterà di certo una delle cose più importanti di cui la Consulta dovrà occuparsi” e ha concluso con l’auspiscio per cui la stessa convergenza che si è avuta sul suo nome possa portare a ritrovare anche una grande intesa tra i poli sulla giustizia. Più complessa, invece, la questione della Vigilanza Rai. Dopo ben trenta fumate nere, l’azienda pubblica non possiede ancora il nome del nuovo Presidente della Commissione. L’ultima, che forse concluderà la settimana di votazioni a meno di una nuova convocazione che potrebbe essere fissata in serata, si è consumata questo pomeriggio alla presenza di un esiguo numero di parlamentari dell’opposizione mentre la maggioranza ha come sempre fatto registrare l’assenza del numero legale dei partecipanti. A seguito delle varie e infruttuose votazioni, il Presidente di turno della Vigilanza, l’onorevole Giorgio Merlo, ha tentato di spiegare la situazione sottolineando che continua la mancanza di un’intesa sul nome di Leoluca Orlando, candidato dell’Italia dei Valori. La maggioranza non ha, infatti, alcuna intenzione di accettare la nomination di Orlando e prosegue la sua campagna di boicottaggio, disertando le aule parlamentari. “Veltroni è stato chiaro - ha aggiunto Merlo – il Partito Democratico voterà Orlando a Presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Un candidato indicato da tutte le opposizioni”. Ed ha continuato dicendo che sarebbe curioso se il PD sostenesse le singole posizioni, espresse in quest’ultimo periodo, di Cicchitto e Gasparri, che considerano Orlando come un esponente politico ‘eversivo’ e per questo inadatto a ricoprire l’importante carica. Le affermazioni di Merlo hanno, poi, trovato conferma in quelle del capogruppo della Lega al Senato, Federico Bricolo che, nel corso della sua partecipazione al programma di La7 ‘Omnibus’, ha rimarcato che i diversi schieramenti stanno lavorando congiuntamente per arrivare ad una soluzione condivisa e che “la presidenza spetterà, com’è prassi, all’opposizione”. Si attende, dunque, il verdetto di questa sera anche se sono in molti a sostenere che il nodo Vigilanza potrebbe sciogliersi solo dopo la manifestazione del PD, fissata per domani 25 ottobre. In ogni caso, in mancanza di risultati fra oggi e domani, l’ennesima votazione parlamentare dovrebbe essere prevista per la prossima settimana, anche se Merlo ha intenzione di chiedere al Presidente della Camera che non vengano fissate altre sedute almeno fino a quando la situazione non andrà verso un vero sbocco.

Pamela Di Ovidio