Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

L'Italia federalista del merito e delle canaglie - di B. Gambacorta

Il merito è un tema di moda e lo sa bene una prima cittadina, sempre impeccabile e attenta al look, come Letizia Moratti. Il sindaco di Milano, dal palco della 25/ma assemblea nazionale dell'Anci (Associazione nazionale comuni italiani), ha lanciato l'ultima ricetta a base di meritocrazia per rilanciare le amministrazioni comunali e "dare ai cittadini le risposte che aspettano". Si tratta del Manifesto del merito. Ingredienti: fiducia, giustizia e credibilità. La proposta si articola in dieci punti, sui quali i primi cittadini dovranno impegnarsi: nel primo si legge che le risorse dovranno dovranno essere distribuite ai comuni sulla base della qualità dei servizi, premiando chi lavora di più e meglio o insegna con maggior impegno e rigore. Si dovranno poi agevolare, anche sul piano fiscale, le aziende che producono posti di lavoro e investono, ma anche chi incoraggia i talenti, riconoscendo la pubblica utilità di volontari, associazioni e gruppi del terzo settore. "Unitevi a noi - ha concluso la Moratti - perché il merito tocca la vita di ciascuno".

Il sindaco ha poi ringraziato il Ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli "che ci ha sempre ascoltato in un percorso di condivisione di merito". Ma il leader leghista, dallo stesso palco, più che sul merito si è concentrato sul demerito: "nel nostro paese - ha dichiarato - ci sono cinque regioni che nella sanità sono delle vere e proprie eccellenze, ma per alcune altre definirle ‘canaglia' è poco". Calderoli ha puntato quindi il dito verso le regioni e i comuni con i conti della sanità in rosso: la Calabria ad esempio, dove ci sono il doppio delle tac rispetto alla Lombardia e in particolare Roma dove, secondo il ministro, i costi pro capite dei bambini degli asili nido "sono troppo alti. Conviene prendergli una babysitter" ha dichiarato.

In ballo, è chiaro, c'è la questione federalista, che a livello fiscale vuole legare il più possibile le tasse al territorio in modo che sia alimentato e nutrito dai contributi di chi ci vive e lavora e, al tempo stesso, dovrebbe creare un sistema di compensazione tra le regioni per garantire comunque una media distribuzione della ricchezza. Più spazio al merito, meno alle regioni canaglia per dirla in breve. E la compensazione? I problemi che comporta questa visione delle cose, in un Italia ancora spaccata tra un nord produttivo e un sud fermo al palo, sono stati sollevati da Vito Santarsiero, sindaco di Reggio Calabria e responsabile Anci per le politiche del Mezzogiorno: "se non aggrediamo i problemi di natura strutturale che affliggono il sud non riusciremo a fare mai la sussidiarietà". "Abbiamo bisogno di un federalismo lungimirante - ha proseguito - che opera non con i provvedimenti annuali della finanziaria ma deve avere la capacità di programmare su scala triennale, altrimenti si finisce solo per alimentare l'interesse dei politici alla banale contrattazione".

Barbara Gambacorta