Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Sciopero generale della scuola: istruzioni per l'uso - di Evelina Frisa

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Il prossimo 30 ottobre la scuola si fermerà per uno sciopero generale, con l'adesione delle maggiori sigle sindacali come Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda tutte unite contro la riforma Gelmini. A Roma lo sciopero durerà l'intera giornata e interesserà tutto il personale della scuola, dai presidi ai docenti. L'istruzione rientra nei servizi pubblici essenziali, per cui l'adesione deve rispettare quanto previsto dalla legge 146 del 1990 che prevede che in caso di sciopero il dirigente scolastico formi un gruppo minimo di lavoratori che garantisca il servizio. Nella scuola si formano gruppi solo per il personale Ata o gli educatori di convitti o educandati, ma non per i docenti in generale. Sono considerati servizi essenziali solo alcune attività che si svolgono a scuola in particolari momenti dell'anno, come gli scrutini. Per lo sciopero dei Dirigenti scolastici e dei Presidi incaricati l'adesione va comunicata al Direttore Regionale e le funzioni aventi caratteri di necessità e di urgenza saranno svolte dal collaboratore con delega a sostituire il dirigente o dal docente in servizio più anziano di età. Intanto la riforma Gelmini ha ottenuto il sì della Camera, con 280 voti a favore e 205 contrari) e le proteste vanno avanti da settimane con sit-in davanti al ministero e proteste spontanee di studenti e docenti in tutt'Italia. Al di là del maestro unico, che sarà reintrodotto nelle prime classi delle elementari a partire dal prossimo anno scolastico, il decreto Gelmini prevede che le ore del tempo pieno - che sarà un doposcuola di tipo ricreativo -saranno coperte dallo stesso maestro che dovrebbe lavorare, quindi, un maggior numero di ore. Il maestro dovrà insegnare anche l'Inglese, dato che sono previsti tagli per i docenti di questa disciplina, per cui sono previsti corsi di 150 ore per 'specializzarsi in questa lingua'. Altre novità riguardano le modalità di giudizio infatti è previsto il ritorno, al voto in pagella alle elementari e alle medie. Nella primaria il voto decimale sarà affiancato anche da un giudizio. Quanto alla bocciatura il testo prevede che nella primaria si applicherà "solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione, con decisione assunta all'unanimità dai docenti", mentre alla secondaria di primo grado dovrà essere d'accordo la maggioranza dei professori. Torna il voto in condotta che sarà determinante per il giudizio finale dell'alunno: con il «5» in pagella, si può correre il rischio della bocciatura. Quanto alle discipline studiate si ritorna allo studio dell'educazione civica. Il decreto prevede che i testi scolastici adottati durino almeno cinque anni nella scuola elementare e sei nella scuola media e superiore fatta eccezione di eventuali appendici di aggiornamento. Il decreto ha inoltre modificato le modalità di accesso alla professione docente, tornano, infatti, le graduatorie su base provinciale e non più nazionale. Sono previste risorse per l'edilizia scolastica per impianti e strutture sportive oltre che per la messa in sicurezza degli istituti. Per avere maggiori dettagli sulla manifestazione la Cgil ha dedicato un'apposita sezione nel sito www.flcgil.it contenente anche le modalità di adesione dei dirigenti e dei docenti.