Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Il giorno della verità per Walter Veltroni - di Marianna Gianforte

Sono già migliaia i bus organizzati, di cui 14 quelli che partiranno dalla Campania con a bordo extracomunitari, 50 i treni speciali e due i traghetti da Sardegna e Sicilia. Youdem.it, la neonata webtv del Partito democratico, seguirà la manifestazione dall'inizio alla fine, con una lunghissima diretta. A un giorno della kermesse democratica e dopo mesi di polemiche, l'aspetto organizzativo e il valore mediato della manifestazione del Partito democratico che dovrebbe portare migliaia di persone al Circo Massimo, prevalgono sul suo contenuto politico. E se festa deve essere, che festa sia. L'Orchestra di Piazza Vittorio, Fabrizio Moro e, a sorpresa, Max Pezzali si alterneranno, infatti, sul mega palco progettato dall'architetto Malfatto tra le 15 e le 16, prima dell'intervento del leader maximo. Walter Veltroni sarà l'unico a parlare. Dopo di lui, la parola passerà alla "società civile", perché è per difendere i suoi diritti che la manifestazione è nata: un agente di polizia, un'insegnante precaria, due imprenditori, un'operaia, un ragazzo immigrato di Casal di Principe. I politici, dunque, resteranno sul palco ad ascoltare, o tra la gente a partecipare, mentre il segretario snocciolerà le sue argomentazioni sui temi del Pd-day: scuola, razzismo, redditi, lavoro, giustizia, sicurezza ne sono una parte, a testimoniare che non di sola contestazione si tratta. Veltroni, dall'alto di un palco-scheletro tutto rivolto verso la platea, corredato da sei totem di 8 metri con le parole d'ordine della giornata, dovrà dare alla gente il senso dello stare insieme quel giorno, in quella piazza. Un'iniezione di adrenalina, molto probabilmente, per i disillusi dalla politica, un pretesto per ricostituire l'identità di una sinistra che si riduce, legislatura dopo legislatura, a fare da perfezionatrice delle scelte della maggioranza. A Veltroni, dunque, il compito di concretizzare le dichiarazioni, le promesse, le analisi che si sono susseguite in questi mesi di gestazione. Ci saranno i socialisti, l'Italia dei Valori, i Verdi. Presenti Francesco Rutelli, Massimo D'Alema, Pierluigi Bersani, Piero Fassino, il recalcitrante Antonio Di Pietro. Ed è un'ipotesi attendibile l'arrivo di Roberto Saviano. Assenti, invece, Massimo Cacciari, che ha definito la manifestazione «demagogica», un «errore tattico e strategico»; Pierfierdinando Casini; Antonio Bassolino, nella sua duplice veste di uomo di sinistra e collaboratore del Governo sulla questione rifiuti e criminalità; Marco Follini e Andrea Romano, che ha parlato di «processione religiosa attorno al corpo mistico del Pd». Hanno aderito, poi, numerose associazioni di volontariato, con 4.500 persone pronte a garantire il funzionamento della manifestazione e l'Associazione dei partigiani. Oltre 500 i giornalisti, più di 30 le televisioni; non mancheranno i banchetti per la raccolta di firme contro il Lodo Alfano, i punti di ristoro e informativi e un giardino per i bambini. "Chi viene?". "Ci sarà Di Pietro?". E' il tam tam di domande che si sussegue online per capire qualcosa nella selva di dichiarazioni e smentite sui blog nati ad hoc. E ce n'è uno che ironizza sulla manifestazione: elezioni.myblog.it, i cui autori si dicono certi che domani sarà il «giorno della verità, in cui sapremo se esiste ancora qualcuno che non gradisce il governo Berlusconi, se questo Pd ce la potrà fare, se ha ancora senso scendere in piazza per ‘Salvare l'Italia'». «Berlusconi manifestò a San Giovanni contro il governo Prodi», ha ricordato Veltroni. «La nostra sarà diversa e sarà un successo», complice, probabilmente, la protesta del mondo della scuola.

Marianna Gianforte