Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Perugia, 30 anni per Rudy Guede. Amanda e Raffaele rinviati a giudizio

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F. Pellegrino

La decisione del gup Paolo Micheli arriva dopo oltre 11 ore di camera di consiglio: condanna a 30 anni per Rudy Guede per omicidio volontario e violenza sessuale ai danni di Meredith Kercher, giudicato con rito abbreviato, e rinvio a giudizio per Raffaele Sollecito e Amanda Knox, che saranno processati dalla Corte d'appello di Perugia il 4 dicembre. Troppe, secondo il gup, le prove contro l'igoriano. Catturato in Germania grazie alla trappola su Internet ideata da Fabio Giobbi dello Sco e da Giacinto Profazio, il capo della Mobile di Perugia, Rudy Guede si è sempre professato innocente. Riportato in Italia e interrogato dai magistrati italiani aveva identificato Amanda Knox e Raffaele Sollecito quali assassini della studentessa inglese solo nell'ultimo interrogatorio davanti al pm Mignini nel maggio scorso, pm che sabato, alla fine della sua requisitoria, l'aveva definito un "bugiardo istintivo" chiedendo per lui una condanna all'ergastolo. La difesa degli altri due imputati aveva sperato almeno nella concessione degli arresti domiciliari. Invece, nell'attesa dell'udienza tra poco più di un mese, per loro c'è ancora il carcere. Di fronte alla sentenza, Amanda si scioglie in lacrime, Rudy Guede invece, impietrito, sembra non capire nulla. A pochi passi da lui Raffaele Sollecito trema. In un angolo Arline e John, i genitori di Meredith: "giustizia è stata fatta. Ci dispiace però che ad essere condannato sia un ragazzo così giovane". La decisione del gup di Perugia ha avuto eco immediata a Seattle, la città della studentessa americana Amanda Knox. I due principali quotidiani locali, Seattle Times e Seattle Post-Intelligencer, hanno immediatamente dedicato alla vicenda l'apertura dei loro siti web, mentre le televisioni locali hanno trasmesso aggiornamenti da Perugia sul rinvio a giudizio di Amanda. L'avvocatessa di Seattle Anne Bremner, che si batte per sostenere l'innocenza di Amanda e nei giorni scorsi è stata critica sull'operato degli investigatori di Perugia, poco prima dell'annuncio della decisione del giudice aveva detto alla Tv di Seattle ‘King 5′ che incriminare Amanda "alla luce dei fatti che conosciamo e in assenza di prove, sarebbe un'enorme tragedia". Come si dice, le ultime parole famose.