Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Alitalia, un'odissea senza fine

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Pamela Di Ovidio

Anche l'ultima ancòra di salvataggio sembrava saltata. Invece, pare che la Cai sia riuscita a presentare l'offerta vincolante di acquisizione di Alitalia Fly, al commissario straordinario Augusto Fantozzi. Una trattativa lunga e complessa che, nella notte del 30 ottobre, ha visto, invece, la cancellazione di un'altra tappa importante della lunga odissea dell'ex compagnia di bandiera, vista l'impossibilità di trovare un accordo fra Cai e sindacati, riguardo a contratti e selezione di assunzione. 

Ma come si è giunti a questa situazione? La vicenda Alitalia tiene in fermento da ben 20 mesi l'intera Nazione, creando mobilitazioni popolari e lasciando sul filo del rasoio migliaia di dipendenti, che lo scorso 18 settembre hanno visto crollare ogni speranza proprio col ritiro dell'offerta presentata dalla Cai e con la conseguente prospettiva di fallimento della linea aerea. Le peripezie della società prendono, però, l'avvio nel dicembre 2006 quando il Consiglio dei Ministri del Governo Prodi decide di cedere il controllo della compagnia e nel gennaio 2007 col crollo del Consiglio d'Amministrazione. In febbraio, avviene la nomina del nuovo Presidente, Berardino Libonati, che già in luglio abbandona l'incarico, lasciando spazio a Maurizio Prato. Nel frattempo, ben cinque cordate iniziano a gareggiare per accapparrarsi la compagnia, proponendo offerte non vincolanti. A fine anno, il nuovo CdA dell'azienda sceglie la trattativa in esclusiva proposta da Air France, che contempla la cessione del 49,9% del pacchetto azionario. Nei mesi successivi del 2008, il progetto di una joint-venture con Air France sembra piacere a tutti, tanto che gli accordi coi sindacati procedono a gonfie vele. In borsa, però, il titolo perde quasi il 50% del suo valore in due sedute al punto che, nel giro di un mese, saltano gli accordi coi sindacati ed Air France decide di chiamarsi fuori e di ritirare, quindi, la sua offerta. "L'affair" Alitalia diventa nodo centrale delle elezioni politiche di aprile e Berlusconi, leader del Partito della Libertà, annuncia il suo desiderio che Alitalia resti italiana e che ci sia la creazione di una cordata tricolore: una manovra decisiva che gli regala la vittoria elettorale. Nonostante il Governo uscente decida di concedere un prestito ponte di 300 milioni di euro per il salvataggio della compagnia, i momenti successivi della complicata vicenda societaria sono tutti in salita. Il titolo viene, infatti, sospeso a Piazza Affari mentre Intesa Sanpaolo viene nominata Advisor. Il 26 agosto viene portata a segno una mossa decisiva: nasce, infatti, la Newco, Compagnia Aerea Italiana, composta da 16 soci e Rocco Sabelli ne diventa l'amministratore delegato. Due giorni dopo, Augusto Fantozzi viene indicato come commissario straordinario e già il primo settembre riceve un'offerta della neonata Cai. I giorni seguenti si fanno febbrili poiché la Cai non riesce a trovare un accordo coi sindacati dei dipendenti e il 12 settembre decide di bloccare le trattative, che vengono poi riprese ma senza esito positivo. Per tutto il mese di settembre continuano i tentativi di accordo coi rappresentanti dei lavoratori e, il 28 settembre, Sabelli annuncia che il controllo di Alitalia sarà italiano e che il possibile partner straniero potrà avere una semplice quota di minoranza. Nel corso dell'ultimo mese, la Cai diventa una società per azioni e ripropone alla compagnia un'offerta vincolante, che avrebbe dovuto essere presentata entro la mezzanotte del 31 ottobre al commissario straordinario, Augusto Fantozzi. Durante il meeting pomeridiano dello stesso giorno a Palazzo Chigi, la Cai ha, però, posto il proprio veto sull'accordo. E quando ormai su Alitalia pareva davvero essere sceso il sipario, in tarda serata sembra essere stato trovato il punto d'incontro decisivo. E forse Alitalia sopravviverà.