Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Elezioni Abruzzo:liste chiuse.Tra un mese al voto

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Fabiana Calsolaro

I giochi sono fatti. I nomi dei candidati ci sono. Per le elezioni regionali del 30 novembre e primo dicembre in Abruzzo, anche il Partito Democratico, finalmente, ha trovato la sua strada. Mercoledì scorso ha detto sì alla candidatura unitaria di Carlo Costantini (Idv) alla presidenza della Regione per il centrosinistra."Il Partito Democratico mette a disposizione la propria forza per sostenere Costantini. Non ci saranno candidature problematiche". Aveva annunciato il segretario regionale del Pd Luciano D'Alfonso.Con Costantini candidato presidente e l'impegno del Pd a non candidare indagati le condizioni poste dall'Idv come indispensabili per l'alleanza sembravano soddisfatte. Ma così è stato solo per pochissimo. Il giorno dopo, l'accordo Pd-Idv, appena concluso, rischia già di saltare. La causa si chiama Donato Di Matteo. L'assessore regionale ai trasporti, infatti,, forte degli oltre 4.700 voti ottenuti dal popolo del Pd, annuncia di non avere nessuna intenzione di ritirare la candidatura al consiglio regionale solo perché indagato, la sua giustificazione: è solo il primo grado di giudizio e non sono l'unico, ovvero, non farò da capro espiatorio. Il Pd è al punto di partenza, ancora niente di fatto, niente di deciso, e, soprattutto, ancora nessun alleato. Gli esponenti dell'Italia dei Valori, infatti, annunciano, in una nota, che se Di Matteo si candiderà nel Pd e il partito non rispetterà i patti, l'Idv chiuderà definitivamente la porta all'alleanza: "con il rammarico di chi aveva dato credito agli impegni presi, volteremo pagina ". Arriva tempestiva la conferma del Pd: Di Matteo è fuori, estromesso dalle liste, "cacciato e colpito nella dignità", dice il più votato del Pd, sostituito (sembrava destino fin dall'inizio) dal presidente vicario della Regione Enrico Paolini. È lui il capolista a Pescara.Sul fronte opposto, trionfante il tono del candidato presidente del Pdl: "E' una squadra fortissima, in grado di assicurare una reale governabilità dell'Abruzzo - dice Gianni Chiodi riferendosi al listino, ufficializzato dopo l'incontro con il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e i vertici del partito - non altrettanto si può dire di un centrosinistra che sembra una macedonia di partiti dilaniata dalle polemiche"."Preferisco le difficoltà incontrate finora nel percorso che ci ha portati all'alleanza con il Pd, che essere marionette dei capi di Roma che non sanno neanche dov'è l'Abruzzo", risponde così Carlo Costantini, nato dall'Idv, ma ora candidato dell'intera coalizione.L'Udc è decisa, o meglio dire obbligata, dopo essere stata scaricata da entrambe le coalizioni, a presentare un candidato tutto di centro: il segretario del partito Lorenzo Cesa ha confermato nei giorni scorsi: "Andremo da soli con Rodolfo De Laurentiis, cercando di aggregare una serie di forze al centro, in uno sforzo di andare anche oltre l'Udc. Lo vedrete nelle liste".Altro nome sicuro è Teodoro Buontempo, candidato de La Destra di Storace, che, dopo il no per l'alleanza dal Pdl, fa pronostici: "In Abruzzo ci aspettiamo un buon risultato, tra il 6 e il 7 per cento. Ce lo dicono le piazze".