Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Torino Film Festival: polemiche ed “esterofilia” all’italiana

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Stefano Orlando Puracchio

Apre le porte oggi il Torino Film Festival 2008. Giunto alla sua ventiseiesima edizione, il festival è contraddistinto dalla presenza di una mole significativa di film stranieri in concorso. E nessun film italiano. Immancabile, è scoppiata una polemica sulle scelte di Nanni Moretti, curatore della manifestazione. Ma fino a che punto la protesta è genuina? E' possibile che tutto sia in realtà un fuoco di paglia atto al procacciamento di pubblicità a buon mercato? Con ogni buona probabilità, la risposta è si.Se può essere vero che il cinema italiano negli ultimi anni sta vivendo un piccolo periodo di grazia, è altrettanto vero che questo momento felice può finire repentinamente. Una manifestazione come il Torino Film Festival, anche se in tono minore, dev'essere comunque una vetrina per il cinema nazionale. La totale assenza di prodotti italiani è indice di una miopia del curatore Moretti. Quest'ultimo dichiara a Repubblica che nelle varie sezioni del TFF ci sono molti film italiani. Peccato, però, che siano fuori concorso. Moretti continua dicendo che: "se qualcuno pensa che quest´anno abbiamo "rifiutato" un anno di cinema italiano, sappia che casomai abbiamo rifiutato tre settimane di film italiani: tanto passa tra la fine del Festival di Roma e il TFF". Come se si debbano per forza presentare film recentissimi. E tutti quei film con qualche mese in più che per motivi di finanziamento avrebbero veramente bisogno di uno spazio importante come un festival? Evidentemente le scelte del curatore potrebbero non essere del tutto genuine. Ma c'è un altro punto della dichiarazione di Moretti che bisogna analizzare. Il regista/curatore e l'organizzazione del TTF non hanno affatto gradito l'affermarsi del festival del cinema di Roma. Addirittura si parla di "irruzione a gambe tese", del fatto che le date dei vari festival sono troppo vicine, che si dovevano tenere in Italia, in pratica, soltanto i festival di Venezia e Torino. Per quale motivo, verrebbe ingenuamente da chiedere? In fondo più si promuove la cultura e meglio dovrebbe essere. La realtà è che Roma, con un ottimo lavoro, sta spodestando il prestigio di Torino provocando le ire di coloro che sul TTF ci campano. Perciò, al posto di puntare su una formula diversificata, ragionata e perciò originale, TTF ha deciso di puntare su esterofilia e polemiche. Gli ingredienti dei cinepanettoni. Parafrasando una nota canzone, Good movies are made of this (I buoni film sono fatti di questo).