Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

25 novembre giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Cristiano Zarroli

14 milioni di donne italiane hanno subito violenza nella propria vita, fisica, sessuale, psicologica, che essa sia. Oltre 6 milioni hanno subito violenza dal proprio partner, circa il 30%; 2 milioni sono state oggetto di stalking da parte di un ex-partner. Quella subita in famiglia è la prima causa di morte violenta femminile fra i 16 e i 44 anni. Violenze subite dai padri, dai fratelli, dai patrigni, dai nonni. La maggior parte delle vittime non denuncia l'abuso: per paura, per vergogna, perché non è solo il corpo ad essere violato, ma la ferita interna che si crea è la più profonda e difficile da risanare. La donna perde la propria dignità e la propria autostima diventando succube dell'uomo, sottomessa al suo potere e alla sua volontà. Il corpo è considerato oggetto di consumo, un semplice mezzo di piacere e di riproduzione, grazie anche alla complicità della società che alimenta queste concezioni e incita, implicitamente, alla violenza sessuale. I colpevoli spesso non sono degli sconosciuti, ma amici, fidanzati, mariti: la casa diventa teatro di umiliazioni e soprusi, non più un luogo sicuro in cui trovare protezione. La donna non si sente solo umiliata e isolata, ma si autocolpevolizza credendosi la causa dei problemi con il partner. Scene di violenza avvengono anche sul lavoro: dalle intimidazioni alle minacce, fino ad offerte di assunzione o promozione in cambio di prestazioni sessuali. La violenza sulle donne riguarda tutte, ricche o povere, di qualsiasi età, di ogni società e cultura: è la violazione dei diritti umani più diffusa nel mondo. Per denunciare questo fenomeno, spesso taciuto, è stata scelta la giornata del 25 novembre, in ricordo delle tre sorelle Miraball, torturate, stuprate e uccise dai servizi segreti di Santo Domingo nel 1960 per aver voluto visitare dei prigionieri politici. Le donne il più delle volte hanno solo bisogno di confidarsi, di trovare un sostegno. Nessuna pretesa eccessiva a riguardo. Forse solo una maggiore attenzione da parte di chi governa e delle leggi che affrontino la violenza come conseguenza dell'ingiusta ineguaglianza tra donne e uomini. Prevenire la violenza e combatterla è possibile con opportune campagne di sensibilizzazione o con la creazione di centri di aiuto, seguendo l'esempio dei centri antiviolenza già esistenti e dei movimenti a tutela delle donne.

Cristiano Zarroli