Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Vigilanza Rai: Villari, dimissioni sempre più lontane

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Luca Venanzi

Villari, Villari, Villari. Un nome che deve entrarci bene in testa, visto che il presidente della Commissione di Vigilanza Rai eletto con i voti del Pdl non ci pensa proprio alle dimissioni. Saldo sulla sua poltrona, Riccardo Villari è intenzionato a portare avanti il suo lavoro: "C'è molto da fare. Bisogna fissare il regolamento delle trasmissioni politiche per le elezioni in Abruzzo, poi ci sono i programmi dell'accesso. Il mio obiettivo - prosegue - è quello di avere una Commissione che operi nella sua interezza, perché io non sono per il protagonismo personale".Il presidente ha annunciato che farà ricorso contro l'espulsione dal gruppo del Senato del Partito Democratico formalizzata la scorsa settimana dopo la sua decisione di rimanere alla guida della Commissione. "Mi avvarrò della facoltà prevista dallo statuto del Pd - ha spiegato Villari - che mi consente di appellarmi contro questa decisione". Il Pd non ci sta: "Villari è testardo, non vuole capire. Deve dimettersi. C'è un principio di rappresentanza che è stato violato - dice il democratico Luigi Zanda - e solo le sue dimissioni possono riportare entro l'alveo costituzionale".Il governo, invece, si chiama fuori da una vicenda che rimane un problema per l'opposizione. "E' il parlamento che deve decidere" ha affermato il sottosegretario alla presidenza del consiglio Paolo Bonaiuti. Ma tutto il Pd compatto si schiera contro Villari etichettandolo come un "abusivo occupatore di un ruolo che nessuno gli riconosce". Sergio Zavoli, il nome sul quale maggioranza e opposizione hanno trovato l'accordo, fino ad ora abbastanza inutilmente, continua il suo silenzio.Non si placano quindi le polemiche. Il braccio di ferro tra il Pd e Villari continua. Nei prossimi giorni assisteremo ad una nuova puntata del "Villari one man show".