Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Morti sul lavoro, non uomini ma numeri

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Fabiana Calsolaro

Dall'inizio dell'anno in Italia ci sono stati 95.2962 infortuni sul lavoro, 23.824 invalidi e 952 morti, di cui 17 in Abruzzo. Diego Malvone è il numero 952, o, ironia della sorte, il numero 17, visto che era abruzzese. Diego Malvone, in ogni caso, è solo uno in più. Imprenditore edile di Pagliare di Morro d'Oro, 34 anni, Diego è morto ieri mattina poco dopo le 8. L'incidente è avvenuto nel cantiere di Roseto nella zona della ex fornace Catarra, dove Diego lavorava alla costruzione di una palazzina. Si è trovato nel raggio d'azione della benna, azionata, ancora ironia della sorte, dal fratello maggiore, Giovanni Carlo, 41 anni, il quale, sotto choc, ha dovuto far ricorso alle cure dei sanitari dopo l'incidente.. L'escavatore, in fase di esecuzione dei lavori di sbancamento terra per la realizzazione del muro di recinzione della palazzina, avrebbe colpito e schiacciato Diego contro un container. Nell'azione di scarico della terra, la cabina, nel ruotare verso sinistra, lo avrebbe travolto inavvertitamente. Diego è morto schiacciato.A quel punto i soccorsi sono stati inutili: nonostante il disperato tentativo di rianimazione del personale del 118, trasportato d'urgenza all'ospedale di Giulianova, Diego è morto pochi istanti dopo l'arrivo al pronto soccorso. Non era sposato, era imprenditore molto conosciuto nella zona dove viveva e ha sede la Edil Malvone, l'impresa edile di cui è titolare assieme al fratello, a Pagliare di Morro d'Oro.I carabinieri hanno posto sotto sequestro la zona del cantiere e il mezzo meccanico. La magistratura ha aperto un'inchiesta."L'incidente mortale avvenuto - spiega in una nota - in un cantiere privato di Via Ariosto, nel quale ha perso tragicamente la vita il giovane imprenditore edile Diego Malvone, ripropone in termini stringenti il tema ineludibile della sicurezza sui luoghi di lavoro" - scrive il sindaco di Roseto Franco Di Bonaventura in una nota di cordoglio, nella quale esprime vicinanza nei confronti dei familiari della vittima. "Onoriamo i Martiri del lavoro - si legge nella nota del PDL di Teramo - e facciamo giustizia". Si, tutti d'accordo sul fare giustizia. In generale, gli incidenti sul lavoro sono più alti in Italia che in altri paesi europei perché più alta è la percentuale di economia sommersa nel nostro Paese. Credere che un'azienda sommersa si preoccupi di mettere in regola i propri dipendenti con le assicurazioni e i giusti strumenti di sicurezza diventa non una speranza, ma un'illusione. Si, tutti d'accordo sul fare giustizia. Una giustizia invocata da tempo da ogni parte, ma che sembra un traguardo non solo irraggiungibile, ma che si allontana un po' di più ad ogni nuovo numeretto da aggiungere alla lista delle cosiddette morti bianche. Già, bianche: pure e senza macchia, senza colpa. di nessuno. Certo la soluzione non sta nel cambiare il nome, ma, forse, smettere di chiamarle bianche sarebbe un primo passo verso un'assunzione di responsabilità, di chicchessia. Perché in materia di sicurezza sul lavoro, qualcuno, che non resti celato dietro l'indefinito nome di Stato, politica o cultura, dovrà, prima poi, fare qualcosa. Ma che sia qualcosa di più del semplice dire che questo non deve più accadere.