Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

L'Aquila: crolla il soffitto in una scuola. Nessun ferito

Augusta Maranci

Eppure i numeri di Legambiente l'avevano previsto: in Abruzzo l'edilizia scolastica lascia a desiderare. Secondo "Ecosistema scuola 2008", appunto, in regione solo l'8,5% degli istituti dispone del certificato di agibilità, mentre quelli che possono "vantare" il certificato igienico - sanitario sono praticamente inesistenti, la percentuale, infatti, tende allo zero. Si è lanciato l'allarme, soprattutto dopo l'episodio di Rivoli, ma Torino sembrava così lontana da non riguardare del tutto le scuole abruzzesi. E invece no, ieri a Gioia dei Marsi (L'Aquila) è successo il fattaccio: crolla l'intonaco in cucina, la cuoca si salva per miracolo, gli alunni si spaventano e il sindaco Gianclemente Berardini mette le sbarre alle aule e alla mensa delle elementari. Disastro sfiorato ed evitato per un pelo, perché proprio ieri la Regione aveva annunciato lo stanziamento di 10 milioni e 600 mila euro per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Tra le 79 le scuole che hanno diritto ai fondi, c'è anche l' elementare di Gioia dei Marsi, solo che il sindaco dice di non saperne nulla, o meglio, di esserne venuto a conoscenza tramite il Centro, il quotidiano più diffuso in Abruzzo. Non solo, ma sempre ieri sul posto c'erano pure gli operai del comune per transennare degli edifici attigui alla scuola, realizzati negli anni Settanta e giudicati "inagibili e pericolosi" dal sindaco stesso. Insomma giallo per i fondi e paura per gli alunni.

Ma ieri, quando nella cucina dove la ditta Eusebi prepara il pasto per i 60 alunni della scuola elementare s'è staccato un pezzo di tetto, la città di Rivoli è diventata vicinissima. La dirigente scolastica Anna Adriana Cerasani ha tenuto a specificare che nella stanza dell'incidente "gli alunni non hanno accesso". Magra consolazione, visto che i dipendenti hanno diritto a lavorare in sicurezza quanto gli studenti e che, se non fosse stato per uno strano sesto senso, la cuoca sarebbe rimasta schiacciata da tre metri quadri d'intonaco "tutta sabbia, senza cemento", come ripeteva l'operaio che tempestivamente è dovuto intervenire per mettere una toppa al soffitto. Dopo il crollo, infatti, si è deciso di spostare per il pranzo gli alunni in un altro edificio e, in attesa che i finanziamenti della Regione diventino realtà, si dà la colpa del disastro sfiorato a delle infiltrazioni di acqua dal tetto che da più di sessant'anni ripara le teste dei piccoli allievi.