Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

La crisi della satira, lo specchio dei tempi

cortellesi.jpg
Gaetano Lombardino

C'è poco da ridere, di questi tempi. Anche in televisione. Soprattutto per quanto riguarda la satira a sfondo politico. Difficile valutare se si tratti di crisi temporanea o di qualcosa di più serio. Ma gli ascolti di recenti programmi, come quelli della Dandini e della Cortellesi, parlano chiaro. Qualche eccezione, comunque, c'è: Crozza e Bertolino, per esempio, non se la passano così male in tema di share. Continuano a funzionare le trasmissioni di comicità pura o le parodie all'interno di uno spettacolo tv. Ammette la sconfitta dell'Auditel Paola Cortellesi, con il suo "Non perdiamoci di vista": "Penso che il mio sia un varietà dove c'è un pò di tutto e non sia un programma di satira. Poi per quanto riguarda gli ascolti io sono contenta così. Davvero. La proposta televisiva è ricchissima, il pubblico si trova a scegliere tra mille offerte. Non si fanno più gli ascolti di un tempo. È una battaglia persa concentrarsi sull'Auditel. Io lo sapevo che sarebbe andata così, il giovedì sera c'è anche Santoro".La pensa così anche Antonio Ricci, che in vent'anni di "Striscia la Notizia" non ha risparmiato politici di destra e di sinistra (pur mantenendosi distante dalla satira vera). Ricci sottolinea: "La satira non ha mai tirato in tv, è un affare di nicchia. Funziona all'interno di un contenitore. È così da sempre: Chiambretti cosa faceva? Quegli ascolti lì. La Dandini pure. La Cortellesi funzionerebbe all'interno di un programma di Santoro". Chi ha diminuito un po' le prese in giro dei politici è il programma "Le Iene". Spiega l'ideatore dello show, Davide Parenti: «Due anni fa, facemmo il test anti droga per valutare quanti politici avevano fatto uso, nelle ultime 24 ore, di sostanze stupefacenti: da allora il clima è molto cambiato attorno a noi. Contemporaneamente ci fu il pezzo di Sabrina Nobile che mostrava l'ignoranza dei politici. Da lì ci siamo tagliati i rapporti col mondo politico, nessuno si fida più di noi. Del resto i politici sono molto permalosi e cercano sempre accordi, per esempio di avere prima le domande. Ma noi non facciamo accordi, mai". I motivi della crisi ? Non si esclude che anche su questo fronte possa c'entrare You Tube. Lo pensa Aldo Grasso, critico televisivo del Corriere della Sera: "Ormai sui YouTube c'è tutto, il meglio del meglio, il peggio del peggio. Da tutto il mondo, poco dopo la messa in onda. La personalizzazione dell'ascolto offerta dal web fa sì che invece di seguire tutt'intera una trasmissione lo spettatore possa scegliere solo cosa gli interessa. YouTube è un'antologia globale intelligente. L'ironia, la satira, l'umorismo", conclude Grasso, "in genere vivono di tempo: ai tempi sbagliati della vita oppongono i tempi giusti della risata". Non resta che sperare nel ritorno di tempi migliori, dunque. Ridere (e farlo serenamente) è un diritto di tutti.