Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Donne pedofile: i casi sono in aumento

Augusta Maranci

Tra i banchi di scuola spesso nascono amori tra compagni. Ma capita pure che i maschietti perdano la testa per la prof di lettere che, magari, recita estasiata il canto di Paolo e Francesca. Qualche volte succede che la stessa trovi piacere nel sedurre e nell'essere desiderata da un adolescente. Non è solo la trama di "Diario di uno scandalo", ma una realtà spesso taciuta. Parlano chiaro le immagini, diffuse su You Tube meno di un mese fa, dello spogliarello in classe di una prof ungherese. E ancora. Quando si parla di violenze in famiglia, è sempre l'uomo di casa a fare la parte del colpevole, mai lei, l'angelo del focolare. A denunciare la pedofilia al femminile sono dei dati, inquietanti, ma chiari: secondo Telefono Azzurro, negli ultimi 5 anni, in Italia i casi di abusi sessuali commessi in famiglia da parte di donne sono saliti del 25-30%. Proprio in questi giorni a Rio de Janeiro è in corso un congresso mondiale dell'Unicef, il terzo, contro lo sfruttamento sessuale dei minori. A rappresentare l'Italia c'è anche Mara Carfagna, il ministro delle Pari Opportunità. "Il fenomeno della pedofilia al femminile - sostiene Ernesto Caffo, presidente del Telefono Azzurro -, nonostante sia stato percepito come reale solo di recente, si sta allargando in Italia come nel resto del mondo. Ci sono sempre più segnalazioni soprattutto in ambito familiare, ma sono in aumento anche i casi di donne turiste per sesso e quelli di pedofilia al femminile su Internet. E' una realtà di cui dobbiamo prendere coscienza al più presto per trovare soluzioni, evitando stereotipi". Purtroppo il Telefono Azzurro è spesso caldo. L'associazione riceve quotidianamente circa 5mila denunce. Di queste il 20% è legato a casi di violenza sessuale.

Non è una novità che spesso le donne, magari bianche e ricche, scelgano la Giamaica come meta di viaggi "viziosi", ma il pensiero di una madre che abusa del proprio figlio o di una donna alla ricerca di materiale pedopornografico su Internet fa rabbrividire. Eppure è una realtà ancora poco denunciata, secondo degli studi recenti (inglesi e canadesi), ma in espansione.