Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Gli sceneggiatori americani in sciopero, considerevoli i danni alle major

strike.jpg

 

E alla fine fu sciopero. Gli sceneggiatori di Hollywood, riuniti nel loro sindacato, la Writers Guild of America (http://www.wga.org/), dal 5 novembre dello scorso anno sono entrati in agitazione.

Tre mesi di sciopero che hanno creato non pochi problemi alle major televisive e cinematografiche statunitensi. Gli sceneggiatori chiedono una revisione del contratto di base oltre ad una percentuale più alta dei profitti derivanti dal mercato del home video. Ma come è possibile che in un paese come gli Stati Uniti, di certo non l’emblema delle lotte di classe e delle organizzazioni sindacali, uno sciopero non solo venga indetto ma duri anche così a lungo?

Non è la prima volta che gli sceneggiatori americani entrano in sciopero. La precedente agitazione datata 1988 (le major persero ben 500 milioni di dollari dell’epoca), ha mostrato il lato agguerrito e determinato della categoria. Le conseguenze dell’attuale sciopero non si sono lasciate attendere. Tutte le serie televisive tranne Prison Break e Lost sono state sospese per mancanza di sceneggiature. Anche la produzione di diversi film come Angeli e Demoni, tratto dal bestseller di Dan Brown e Justice League, ispirato dai fumetti della DC, sono ferme per lo stesso motivo.

L’alleanza dei produttori televisivi e cinematografici (AMPTP dall’acronimo inglese), al momento, ha cercato di resistere per come poteva evitando di utilizzare, i classici artifizi d’emergenza. Uno dei più usati in questi casi è creare episodi in bottiglia, ovvero costruire un episodio di una serie televisiva utilizzando materiali di repertorio.

La situazione sta diventando insostenibile anche per i fan che, seppur comprendendo le ragioni dello sciopero, sperano di poter vedere al più presto le nuove storie dei loro beniamini televisivi.

A causa delle agitazioni, fiacca è stata quest’anno la premiazione dei Golden Globes. La preoccupazione è che lo sciopero possa intaccare anche la serata dei ben più importanti Academy Awards, gli Oscar. In questo clima turbolento, onde evitare che anche i registi (la vera cricca di Hollywood, assieme agli attori) scendessero in sciopero, l’alleanza ha in fretta e furia aggiornato il loro contratto. Questo potrebbe aprire uno spiraglio per le trattative con gli sceneggiatori.