Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo

Inchiesta "Why Not". Scontro tra procure, Napolitano vuole chiarimenti

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Luca Venanzi

Caos nel mondo della giustizia. Ancora una volta il protagonista è Luigi De Magistris, il magistrato a cui furono sottratte le inchieste "Poseidon" e "Why not", in cui stava indagando su personaggi politici di spicco, mafia e massoneria. Il Consiglio Superiore della Magistratura ha convocato per domani i capi di corte e i procuratori di Salerno e Catanzaro, in seguito allo scontro giudiziario tra le due procure che nasce dalla vicenda del presunto complotto ai danni dell'ex Pm De Magistris.Pare che l'imprenditore Antonio Saladino, il principale indagato dell'inchiesta "Why not", abbia avuto rapporti con l'onorevole Nicola Mancino, vicepresidente del Csm. Un'accusa alla quale Mancino si era subito dichiarato estraneo, minacciando anche le dimissioni: " Sono pronto a lasciare se sarò screditato", ha affermato. Intercettazioni telefoniche registrano una telefonata tra Mancino e Saladino, ma il vicepresidente del Csm si difende così: "Non ho mai telefonato a Saladino. La chiamata partita da uno dei miei numeri di telefono è stata fatta da un'altra persona, un rappresentante di Comunione e liberazione, Angelo Arminio, che nel 2001 era nella schiera dei miei collaboratori".La vicenda non è molto chiara. La Procura di Catanzaro ha bloccato gli atti relativi alle inchieste di De magistris già sequestrati da Salerno. Il provvedimento (un contro-sequestro vero e proprio) è stato notificato ai carabinieri campani che erano negli uffici della Procura generale di Catanzaro. E ancora sette magistrati della Procura salernitana, fra cui il procuratore capo Apicella, sono ora indagati dalla Procura di Catanzaro. Le ipotesi di reato sono abuso di ufficio e interruzione di pubblico servizio. Insomma, un caos totale che non migliora certo l'immagine del mondo della magistratura. Solidarietà a Mancino da Antonio Di Pietro. "Non si può gettare fango su di lui - ha affermato il leader dell'Idv - fino a che i magistrati non dicono che c'è un'inchiesta, si eviti di fare di tutta l'erba un fascio". L'ex Pm esprime riserve sul modo e sul tono usato dal Colle nei confronti dei magistrati di Salerno. " Con questa decisione - ha detto Di Pietro - si rischia la criminalizzazione preventiva dell'attività di indagine che sta svolgendo la procura di Salerno". Intanto questa mattina il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha incaricato gli ispettori del ministero di compiere accertamenti preliminari a Catanzaro, così come aveva fatto a Salerno. Secondo Alfano "il tutti contro tutti è inconcepibile per i cittadini che vogliono comprendere come ciò possa accadere senza che vi sia un organo in grado di interrompere questa vergogna sul mondo della giustizia".Una vicenda su cui interviene anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che è anche Presidente del Csm. Napolitano chiede alla procura di Salerno di inviare ogni notizia e ogni atto che aiuti a conoscere "una vicenda senza precedenti con gravi implicazioni istituzionali". Nella lettera si parla di inquietanti interrogativi e del rischio di "paralisi della funzione processuale". Il Quirinale rivolge la stessa richiesta anche alla procura calabrese, esprimendo preoccupazione sul piano delle conseguenze istituzionali, per quello che si preannuncia come un "aspro contrasto tra uffici giudiziari".